Tanto per…

Esiste un momento in cui le parole si consumano
e il silenzio inizia a raccontare.
(Gibran) 

 

L’esame di danza

Per fortuna che anche questo è passato.

A via dei Condotti…

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…ci sono tutti loro:

Via Condotti

e ci siamo anche noi Sorriso

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Buon compleanno, mio ometto.

Non mi capacito che hai 13 anni!
Ti amo dal primo istante in cui, ranocchietto, sei entrato nella nostra vita.

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Fino ad oggi, che sei un ometto responsabile e sicuro di te.

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Lo so bene che non sei “mio” e che devo darti indipendenza nonostante le paure e le ansie.
Sei in un’età pericolosa e io spero di riuscire a proteggerti.
Spero che tu mantenga sempre quel sorriso e quel senso di te che ti caratterizzano.
Spero che, da questo momento in poi, tu non incontri persone che ti conducano su strade alternative o pericolose e, se ne incontrerai, spero che tu sappia difenderti e diffidare.
Spero di riuscire a darti i mezzi per farlo e spero di averti dato i giusti valori.
Dici che spero troppe cose?
Quando leggerai mi prenderai in giro, come fai sempre più spesso ormai…

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni singolo istante che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!

 

Just a song

SENZA PAROLE (Vasco Rossi)

Sulle nuvole

In giorni piovosi e inutili come questo,
la mia mente vaga
in un vortice senza freno e
senza ritorno.
Esaurimento puro…
E provo
quella strana sensazione di essere sospesa….
nell’azzurro di un pensiero.
Questa mia mente persa dietro a te…
a rincorrerti,
senza raggiungerti mai.
E scopro che tu sei le mie nuvole
su cui mi adagio e in cui
ti ho racchiuso…
come in un sospiro….
Forse la favola è finita,
ma certo, il viaggio continua…

 R.                                   

Fra gli alberi

Fra quelli che ho postato finora, questo è il mio cuscino preferito, un pò per il tipo di lana che ho usato e un pò per i colori, che secondo me hanno un bell’effetto insieme. Ho usato una lana molto sottile, tipo quella che si usa per le copertine dei neonati, infatti l’avevo presa per la mia nipotina che nascerà tra pochissimo, ma poi mia sorella ha preferito altri colori e questa lana l’ho tenuta per me.

Queste foto le ho fatte vicino al Pincio. Se passate da Roma non mancate di farci un salto.

L’autunno e i suoi colori

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Questo cuscino è fatto con un filato molto particolare, per questo l’ho lavorato in modo liscio.
Mi sono solo divertita a combinare i colori e a unire i vari riquadri col colore di quello centrale.
Anche questa foto è stata fatta a Villa Borghese e i miei bambini si sono divertiti giocando ad
assemblare le foglie. Non ho potuto fare a meno di inserire i loro lavoretti (li chiamano così)
nel collage.

Ascolta….
Con un fruscio secco e lieve,
simile a scalpiccio di fantasmi che passano,
le foglie accartocciate dal gelo si staccano dagli alberi
e cadono.

(A. Crapsey)

Solo rosa



Solo una doppia treccia laterale e uno sfondo tutto rosa per questo cuscino morbidissimo.
Rosa come il mio nome.
Rosa come il mio fiore preferito in assoluto.
Ci sono molte canzoni e poesie dedicate alla rosa: io ho scelto questa perchè la trovo divertente e anche romantica…

Viola



Un cuscino semplicissimo fatto a maglia e con un particolarissimo colore. 
Siete scaramantici voi? Io per niente. 
Anzi, trovo che sia un colore che ben s’intona nella cornice di Villa Borghese, dove ho scattato queste foto e molte altre che pubblicherò in seguito. 
E siccome non sono molto pratica di questo genere di post oggi mi farò “aiutare” dai Coldplay con una canzone che fa pendant col titolo del post.

Buon ascolto.